Orto Botanico ed Erbario – Università di Bologna


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La stazione meteo dell’Orto Botanico

Stazione meteo in Orto Botanico

Stazione meteo in Orto Botanico

Forse qualcuno di voi in visita all’Orto si sarà domandato cosa fosse la casetta bianca di fronte allo stagno oppure, chi già conosce l’oggetto, si sarà chiesto dove finiscono i dati della stazione meteo installata nell’Orto.

La centralina e i dati che registra quotidianamente sono curati dal Dipartimento di Scienze Agrarie. All’interno del suo sito potrete trovare i dati aggiornati ogni ora.

La nostra è la stazione automatica di Bologna, nel momento in cui sto scrivendo registra una temperatura di 2,5°C e un’umidità relativa del 100%, nessuna precipitazione e una velocità del vento di 0,1 m/s, che si traducono in una giornata fredda e nebbiosa, anche se non fredda come ci si aspetterebbe in un giorno della merla.

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Angraecum sesquipedale

Orchidea di Darwin

Angraecum sesquipedale Thouars

Nella serra tropicale è fiorita Angraecum sesquipedale, la cosiddetta “orchidea di Darwin”. Come scrive Giovanni Cristofolini nel catalogo della mostra “Il Giardino di Darwin”, realizzata nel 2009 (qui il link al sito della mostra):

Un caso emblematico di sindrome fiorale, notissimo in letteratura, è quello di Angraecum sesquipedale, orchidea epifita delle foreste del Madagascar. In questa specie, Darwin annotò che, nell’esemplare che gli era stato inviato, lo sperone nettarifero era lungo 11 pollici e mezzo, ma il nettare si trovava solo nell’ultimo pollice e mezzo. Inoltre, il fiore presentava sei tepali disposti a stella, e non presentava una superficie di appoggio. Di qui, ragionando sulla struttura e l’etologia degli insetti a lui noti, formulò la previsione – pressoché unica nella storia delle Scienze Naturali –  che dovesse esistere una farfalla notturna con una spiritromba di lunghezza tale da raggiungere il nettare nel fondo del nettario. Infatti, è tipico delle farfalle notturne visitare i fiori in volo librato, senza poggiarsi sulla corolla, e di possedere spiritrombe spesso assai lunghe. La previsione darwiniana fu oggetto di ironia da parte di alcuni naturalisti contemporanei. Solo mezzo secolo più tardi, nel 1903, venne scoperta effettivamente una farfalla che corrispondeva esattamente alla previsione darwiniana, e che proprio per questo ebbe il nome di  Xanthopan morganii praedicta.