Orto Botanico ed Erbario – Università di Bologna


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Campanula bononiensis

Bauhin, Johann; Cherler, Johann Heinrich: Historia plantarum vniuersalis, noua, et absolutissima, cum consensu et dissensu circa eas. Auctoribus Ioh. Bauhino ... et Ioh. Henr. Cherlero ... Tomus 2 - Ebroduni, 1650-1651.

Bauhin, Johann; Cherler, Johann Heinrich: Historia plantarum vniuersalis, noua, et absolutissima, cum consensu et dissensu circa eas. Auctoribus Ioh. Bauhino … et Ioh. Henr. Cherlero … Tomus 2 – Ebroduni, 1650-1651.

Il botanico svizzero Johann Bauhin (1541-1613) descrisse nella sua opera Historia plantarum, pubblicata nel 1650, una pianta che – come gli era stato riferito – cresceva copiosa presso Bologna e che proprio per questo chiamò Campanula sive Cervicaria Bononiensis.

Campanula bononiensis L., particolare dell'infiorescenza

Campanula bononiensis L., particolare dell’infiorescenza

Anche se Campanula bononiensis è in realtà diffusa in tutte le zone calde dell’Europa e della fascia arida della Siberia meridionale, il nome le è rimasto, ed è proprio una pianta di Campanula bononiensis in vaso ad accogliere i visitatori dell’Orto Botanico.

Campanula bononiensis L. all'ingresso dell'Orto Botanico

Campanula bononiensis L. all’ingresso dell’Orto Botanico

 


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La Botanica dei Miti: Acanto

Acanthus mollis L.

Acanthus mollis L.

 

Esistono almeno due versioni del mito di Acanto (dal greco àcanthos=spinoso).
In una versione, Acanto, era una donna mortale amata da Apollo e da lei ricambiato. Alla sua morte il dio decise di trasformarla in una pianta che vive in luoghi semiombreggiati, ma che riceve i raggi solari nelle ore più fresche della giornata.
In una seconda versione, Acanto era invece una bellissima ninfa che attirò su di sé le attenzioni di Apollo; tuttavia il desiderio del dio non era ricambiato e quando lui tentò di rapirla Acanto, ribellandosi, gli graffiò il volto. Così Apollo per vendicarsi di tale affronto la trasformò in una pianta coperta di spine.

 

Resto di capitello di colonna Corinzia, Efeso. Photo by Ad Meskens.

Resto di capitello di colonna Corinzia, Efeso.
Photo by Ad Meskens.