Orto Botanico ed Erbario – Università di Bologna


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Seguiteci! nona parte

Koelreuteria

Finalmente è fiorita! Le grosse infiorescenze erette (cioè non pendule) sono all’apice dei nuovi rami e quindi all’esterno della chioma, molto visibili. Fra qualche giorno i fiori caduti formeranno un vero e proprio tappeto giallo sul terreno – da questo deriva uno dei nomi comuni inglesi di questa pianta – “Goldenrain Tree”, “albero della pioggia d’oro”, a volte usato anche in italiano.
I singoli fiori sono piuttosto piccoli e hanno una fioritura scalare: nella foto di dettaglio vedete, dal basso in alto, un bocciolo ancora chiuso, un fiore quasi aperto, uno aperto e infine un giovane frutto già ben riconoscibile. I frutti marroni nella seconda foto sono invece gli ultimi dell’anno passato.

Albero dell’uva passa

Le infiorescenze sono sempre più definite, vi si distinguono i singoli boccioli.
Casualmente una vecchia pianta di vite ha allungato sull’albero dell’uva passa alcuni suoi tralci, con parecchi grappoli di “vera” uva, ancora molto acerba: potete cogliere l’occasione per osservare le differenze fra fusti, foglie e infiorescenze/infruttescenze delle due piante.

Nocciolo

Mentre le nocciole continuano il loro sviluppo, altri rami continuano ad allungarsi producendo nuove foglie.

Sofora

All’apice dei nuovi rami si cominciano a distinguere le nuove infiorescenze, ancora molto piccole.
Quello che invece NON vedete sono le gemme… e le “non-vedrete” per un bel pezzo: sono completamente avvolte dalla base del picciolo (vedete com’è allargato, alla base? sembra quasi rigonfio), diventeranno visibili solo alla caduta delle foglie.

Aceri

Nell’acero negundo e nell’acero campestre si sono formate le gemme apicali, cioè quelle al termine di alcuni rametti dell’anno, dei quali indichiamo il punto di inizio.
Nell’acero campestre tali gemme mancano nei rametti che portano le infruttescenze dell’anno, che per l’appunto sono anch’esse terminali.
Alcune delle nuove samare stanno già maturando, ma non vanno confuse con quelle vecchie: se guardate bene l’ultima foto, notate che la vecchia infruttescenza è terminale rispetto al rametto dell’anno scorso; poco sotto di essa si sono formati due brevissimi rametti nuovi, ciascuno con solo una coppia di foglie e la nuova piccola gemma terminale.

Catalpa

Anche stavolta osserviamo non la “nostra” del “Seguiteci!”, bensì quella del bosco parco.
I fiori, piuttosto grandi, sono riuniti in grosse infiorescenze erette terminali e hanno una fioritura scalare.
Da lontano sembrano di un bianco uniforme, mentre da vicino si notano chiazze e striature che hanno la funzione di guidare gli insetti impollinatori verso l’interno del fiore.
Nell’ultima foto osservate un giovanissimo frutto, simile a un piccolo baccello, dal quale sta per cadere la corolla ormai appassita.

Albero del miele

Nell’infiorescenza cominciano a distinguersi i singoli boccioli.

Albero del Miele

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Seguiteci! ottava parte

Koelreuteria

Nei rami più alti cominciano ad aprirsi i primi fiori; in quelli più bassi dobbiamo accontentarci di osservare le infiorescenze ancora piccole.

Catalpa

Anche nella “nostra” catalpa – quella del “Seguiteci!”, nel giardino anteriore (Catalpa ovata, cinese, a fiore giallo chiaro) – qualche fiore aperto ci sarebbe già, ma molto in alto; in basso troviamo infiorescenze evidenziatesi da poco, all’apice dei rametti nuovi, che sono ancora verdi.


Le foglie più vecchie sono in parte danneggiate dalla grandinata del 12 maggio (ovali rossi); quelle più giovani, ancora piccole, non lo sono… perché sono spuntate dopo la grandinata! Questo lo vedete in molte delle nostre piante, ad esempio nelle ninfee della vasca rotonda.
La freccia bianca indica il punto in cui il grappolo di frutti dell’anno scorso prima o poi si staccherà.
Da lontano questa catalpa risulta ancora molto carica di frutti vecchi, a differenza delle catalpe americane (Catalpa bignonioides, a fiore bianco, nel bosco-parco, a nord del Giardino dei semplici), che li hanno persi quasi tutti, e sono molto più avanti come fioritura; purtroppo queste di rami accessibili ne hanno pochi.


Ontano nero

Un paio di rami si sono abbassati a sufficienza da mostrare le giovani infruttescenze, simili a piccole pigne (per questo dette “pseudo-strobili”).

Ontano nero

Carpino nero

Grandi novità per il carpino!


Nella foto presa da sotto si distinguono bene i nuovi rametti, sia apicale sia laterali, ancora verdi, all’apice dei quali sono comparse quelle strane cose sottolineate dagli ovali azzurri…
Guardiamo più in dettaglio: sono i nuovi amenti maschili, che si apriranno a fine inverno! Li evidenzieremo con fiocchetti blu, promesso!
La freccia bianca indica un stipola che sta per cadere, e per finire nell’ovale nero troviamo una gemma, in cui si sta formando un rametto dell’anno prossimo.


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Seguiteci! settima parte

Sofora pendula

I nuovi rami continuano ad allungarsi e già si piegano verso il basso.

sofora

La linea bianca segue il percorso di un nuovo ramo, con l’apice e nuove foglie ancora in crescita. L’ovale giallo indica il punto in cui il nuovo ramo si inserisce su quello dell’anno scorso. In rosso abbiamo evidenziato due foglie: esatto, non si tratta di rametti con foglie, bensì di foglie composte – imparipennatocomposte, per la precisione. Come si distingue una foglia composta da un rametto con foglie? Dovreste ricordarlo, ma ve lo rispieghiamo prossimamente, promesso!

Corniolo e sanguinello (Cornus sanguinea L.)

A dire il vero il sanguinello non fa parte del “Seguiteci!” presentato a dicembre. È però un “parente stretto” del corniolo (Cornus mas) – in assenza di fiori, frutti o gemme le due specie possono essere confuse! Poiché ne abbiamo diversi esemplari vicini, vi invitiamo a osservarli. Ma non cercate l’alberello di corniolo già visto: giratevi verso il margine ovest del bosco di pioppi, aiutandovi con la foto.

corniolo e sanguinello

Le corniole stanno ingrossando, diventeranno rosse, ma ci vuole ancora tempo.

corniolo

Osservate: i piccoli fiori bianchi del sanguinello sono riuniti in infiorescenze, che si trovano all’apice del nuovo rametto (nel corniolo invece compaiono prima della fioritura, sul ramo dell’anno precedente). Il rametto è ancora verde, ma sono già presenti le gemme (foto di fine fioritura, nell’ovale bianco).

Nella foto di inizio fioritura si nota che il rametto dell’anno scorso (su cui sono inseriti quelli dell’anno, al momento ancora verdi) è rossastro: da questo, e dal colore autunnale delle foglie, deriva il nome comune della pianta.
Attenzione però: i rametti rossi li troviamo soprattutto nelle piante o parti di piante esposte al sole, altrimenti restano verdi. Addirittura uno stesso ramo può essere rosso di sopra e verde di sotto – guardate qua!

La freccia indica il punto da cui è cresciuto il nuovo rametto apicale (verso sinistra), già piuttosto allungato, arrossato per ora solo alla base; i rametti laterali sono ancora poco sviluppati.
E cosa saranno mai quelle “linguette” che assomigliano a un becco d’anatra aperto? Sono le pèrule, cioè le squamette che proteggono i tessuti all’interno delle gemme e si allargano al momento della fioritura e/o fogliazione; presto si staccheranno.
Per finire, nell’ultima foto trovate un tratto di ramo ancora più vecchio, che non ha più il colore rosso: anche i rami, come i tronchi, ogni anno si ingrossano, e la loro corteccia si inspessisce, perdendo l’aspetto giovanile.

sanguinello: ramo vecchio

Esistono alcuni tipi di Cornus ornamentali che vengono coltivati proprio per la colorazione dei giovani rami, molto decorativi in inverno: per mantenere a lungo questa caratteristica vanno potati in maniera adeguata.

Dalle foto forse avete già notato che le foglie delle due piante si assomigliano molto: disposizione opposta, stessa forma, margine intero… come distinguere le due specie, in assenza di rami rossi, fiori, frutti o gemme ben sviluppate? Ve lo diremo in estate!

 

Carpino nero

Il nuovo ramo continua ad allungarsi – le foglie basali sono già completamente sviluppate, quelle verso al punta sono man mano più giovani, e altre ancora si formeranno.

carpino nero: nuovo ramo da sopra

Nella foto presa da sotto, è evidenziata in bianco l’inserzione del nuovo rametto su quello vecchio, mentre l’ovale nero indica una stipola che sta per cadere: abbiamo già incontrato le stipole del nocciolo, a fine aprile.

carpino nero: nuovo ramo da sotto

Sempre a fine aprile avevamo visto gli amenti femminili, ora trasformati in giovani infruttescenze, cioè gruppi di frutti: ne vedete una al centro della foto. Quelli dell’anno scorso sono in gran parte caduti: ne rimane l’asse che li portava, evidenziato nell’ovale bianco.

Carpino nero

 

Libocedro

Gli ultimi coni maschili, ormai secchi, stanno per staccarsi: ne vedete due nella foto.
Intanto si sviluppa rapidamente la nuova vegetazione: sono le punte di colore verde chiaro, in contrasto con le parti più vecchie, scure.
Nei cipressi e specie simili le foglie sono squamette aderenti ai rametti, non è possibile distinguerli: si parla infatti di complesso squama-rametto.

Libocedro

 

Albero dell’uva passa

albero dell’uva passa

Siamo ancora lontani dalla fioritura, ma con lo sviluppo del nuovo ramo – anch’esso lungi dall’essere completo – si vede come le (future) infiorescenze siano distribuite lungo il ramo stesso, alla base delle foglie.