Orto Botanico ed Erbario – Università di Bologna

7 Stagno

Un piccolo specchio d’acqua dolce ospita specie animali e vegetali tipiche di un ecosistema che allo stato spontaneo sta attualmente scomparendo. Fortunatamente da alcuni anni si verifica una crescente rivalutazione delle zone umide, la cui conservazione risulta di estrema importanza per la salvaguardia delle specie che le popolano, dalle ninfee con magnifici fiori galleggianti ai grossi e lucidi coleotteri acquatici. Durante la bella stagione è sufficiente uno sguardo per rendersi conto della vita che popola il piccolo stagno: nelle sue acque basse le più svariate forme animali si spostano sul fondo o nuotano in superficie, si possono osservare tritoni, coleotteri, girini di rane e rospi, chiocciole, larve di libellula. Un pannello esplicativo illustra bene la successione delle piante dai bordi al centro dello stagno: generalmente si possono distinguere tre zone, caratterizzate da diverse condizioni di profondità dell’acqua, occupate da tipiche associazioni vegetali. Intorno allo stagno, in condizioni non sommerse, vivono specie igrofile, amanti dell’umidità, quali le Carici (Carex pendula Hudson, Carex riparia Curtis) e la Canapa acquatica (Eupatorium cannabinum L.). Sulle sponde e fino a una profondità di circa 1 metro (una zona che potremmo definire “palustre”) sono presenti i fragmiteti, comunità dominate principalmente da canne (Phragmites australis L.) e tife (Typha latifolia L.); quest’ultima in regione sta rapidamente scomparendo a causa dell’introduzione delle nutrie, roditori originari dell’America che vivono nelle zone umide e si nutrono di piante. Altre specie elofite qui presenti sono il garofanino d’acqua o viola di palude (Epilobium hirsutum L.), l’iris giallo (Iris pseudacorus L.), la salicaria (Lythrum salicaria L.), l’euforbia palustre (Euphorbia palustris L.), la felce Telipteris palustris L. e il giunco da stuoie (Schoenoplectus lacustris (L.) Palla). è inoltre da ricordare Senecio paludosus L., tipico delle paludi oligotrofe della Pianura Padana e delle vallate alpine, quasi ovunque scomparso a causa di bonifiche o inquinamento.

Una maggior profondità dell’acqua corrisponde alla comparsa delle specie idrofite, propriamente “stagnali”, esteticamente apprezzate per le vistose fioriture, come nel caso della ninfea (Nimphaea alba L.) e del nannufero (Nuphar luteum (L.) S. et S.). Vi sono inoltre piante che vivono completamente sommerse, come Myriophyllum verticillatum L. e le specie del genere Chara.

Tra i sassi, il fango e la vegetazione in decomposizione sul fondo dello stagno vivono varie specie di planarie e sanguisughe, le forme immature di insetti quali ninfe di libellula e damigella e, durante il periodo invernale, quando lo stagno sembra essere privo di vita, si trovano qui larve e pupe di insetti, chiocciole, distici e girinidi ibernanti e le gemme invernali di molte piante acquatiche.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...