Orto Botanico ed Erbario – Università di Bologna

Antonio Bertoloni

Antonio Bertoloni (1775-1869) Prefetto dal 1817 al 1869

Antonio Bertoloni (1775-1869)
Prefetto dal 1817 al 1869

Antonio Bertoloni nacque a Sarzana il 12 febbraio 1775. Nel 1792 cominciò gli studi di Medicina all’Università di Pavia, sviluppando ben presto uno spiccato interesse per la botanica, che lo portò ad iniziare uno studio e una raccolta delle piante che crescevano nei dintorni di Pavia. L’erbario così realizzato è purtroppo andato perduto, ma esso rappresenta comunque l’avvio di una attività di erborizzazione che Bertoloni proseguirà per tutta la vita e che lo porterà a realizzare una delle più importanti raccolte di exsiccata italiane: Hortus Siccus Florae Italicae. L’attività di studio e ricerca a Pavia fu bruscamente interrotta quando un provvedimento del governo Austriaco, in seguito all’ingresso dell’esercito Napoleonico in Italia, costrinse gli “stranieri” ad abbandonare la Lombardia. Bertoloni proseguì allora gli studi di Medicina a Genova dove ottenne la laurea nel 1796. Il successivo esercizio della professione medica non gli impedì di continuare le sue ricerche botaniche, erborizzando nei monti presso Sarzana, nell’Appennino ligure, nelle Alpi Apuane, e pubblicando i suoi primi lavori sull’argomento. Nel 1816, su segnalazione di Gaetano Savi, professore di Botanica a Pisa, venne chiamato alla cattedra di Botanica nell’Università di Bologna, e l’anno seguente fu nominato Prefetto dell’Orto Botanico. Passò il resto della sua vita a Bologna, allontanandosene solo per brevi viaggi, il più lungo dei quali lo portò a Napoli, o per i soggiorni estivi a Sarzana, luogo al quale, al pari di Genova, restò sempre profondamente legato. Gli anni di Bologna furono ovviamente i più proficui per l’attività scientifica di Bertoloni; raggiunta ormai la tranquillità dal punto di vista economico, si dedicò interamente all’insegnamento, alla ricerca e alla cura dell’Orto Botanico, e poté finalmente impegnarsi a fondo nell’impresa che aveva progettato fin dagli anni di studio a Pavia: la pubblicazione della prima Flora italiana, l’opera per la quale è giustamente famoso.

All’Erbario dell’Università di Bologna si conserva anche il secondo grande erbario collezionato meticolosamente da Bertoloni: l’Hortus Siccus Exoticus che contiene più di 10000 esemplari di piante provenienti da tutto il mondo e ricco di nuove specie descritte per la prima volta da Antonio Bertoloni stesso.

Filippo Parlatore, autore della seconda Flora italiana, traccia un bel ritratto di Bertoloni nelle sue Memorie: «Piacevole oltre ogni credere era la sua compagnia per l’acutezza della mente e talvolta ancora per i giudizii un po’ troppo severi di altri botanici ai quali egli dava francamente il titolo di animali. Piccolo di statura, un po’ curvo, con un bastone con il pomo di argento sotto il braccio, portando per lo più un soprabito lungo color marrone e un cappello basso con la tesa un po’ larga, talchè si sarebbe creduto di vedere in lui anche per la foggia di vestire un uomo di un altro secolo; il suo intelletto e una certa tal quale furberiola si palesava nel suo occhio nero, vivo e penetrante» (Parlatore, 1869).

Morì il 17 Aprile 1869, a 94 anni, «venendo a poco a poco meno le forze fisiche tantochè si estinse come suol dirsi per mancanza di fiato» (Parlatore, 1869).

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Genere di pianta dedicato a Bertoloni dal botanico Giuseppe Raddi.

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