Orto Botanico ed Erbario – Università di Bologna

Cappero – Capparis spinosa L.

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Il cappero è un arbusto indigeno dell’area del Mediterraneo, noto fin dall’epoca antica e stimato dai Greci e dai Romani.

Il fusto è legnoso, i rami sono arcuati e ricadenti, e le foglie sono ovali e munite di due spine alla base.
Cresce bene nelle spaccature delle rocce, nelle fessure dei vecchi muri e sui muri sassosi.

Fiorisce da maggio ad agosto, i suoi fiori sono molto appariscenti, bianco-rosati con stami dotati di lunghi filamenti viola.
Il frutto è una bacca ovale, detta comunemente “cetriolino”.

Nell’antichità erano già note anche le proprietà medicamentose di questa pianta, la quale veniva usata come diuretico, antispasmodico e tonico, ed esternamente era impiegata per disinfettare piaghe e ulcere.
In cucina vengono comunemente utilizzati i boccioli immaturi e i frutti, che vengono trattati tramite salamoia o salatura, in quanto nella pianta è presente una sostanza (la rutina) amara e irritante.
Nel XV° secolo si hanno tracce in Francia della conservazione sott’aceto dei boccioli.
In Sicilia, oltre ai boccioli e ai frutti, vengono consumate anche le giovani cime dei tralci.

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