Orto Botanico ed Erbario – Università di Bologna

Ovidio Montalbano

ritratto montalbani

Ovidio Montalbano (1601-1671).

Ovidio Montalbano – o Montalbani -, conosciuto anche con lo pseudonimo di Johannus Antonius Bumaldus, nacque da un’illustre famiglia bolognese. Studiò retorica e grammatica, si laureò in Filosofia e in Medicina il 21 marzo 1622 e iniziò la carriera universitaria nel 1625 come lettore di Logica. Dal 1628 fino al 1632 passò a insegnare Medicina teorica nella lettura straordinaria.
Nel 1629 fu nominato “astrologo” dal Senato ed investito dell’incarico della compilazione del Lunario. Montalbano riunisce in modo emblematico le due tendenze della letteratura astrologica seicentesca, la scientificità e la superstizione. Egli, infatti, pubblicava annualmente le sue bizzarre osservazioni astrologiche, alle quali dava svariati nomi, tra i quali: “Curiosità pellegrine delucidate e l’avvenire dell’anno astrologicamente aperto”, “Il presagio dei tempi e le occorrenze dell’anno”, “Le generalità effettive astrologicamente pronosticate”, facendole precedere da discorsi su vari argomenti di storia naturale, agronomia, astronomia, morale, che davano il titolo al pronostico: “Pneumascopia” (venti), “Hydroscopia” (acque), “Criologia” (neve), “Brontologia” (tuono), “Cometoscopia” (comete), “Selenoscopia” (Luna) e altre. Vi univa la rubrica delle previsioni astrologiche e il “calendario medico”, in cui indicava i giorni buoni o quelli infausti a tutte le operazioni mediche.

Dall’anno accademico 1633/34 assunse l’insegnamento di Matematica, nel 1651 passò all’insegnamento della Filosofia morale e, avendo ottenuto il 19 giugno 1652 anche la laurea in Legge, chiese e ottenne, nel 1654, di insegnare le materie legali riguardanti la morale. Oltre all’attività universitaria, fu impegnato nelle attività sociali della vita cittadina in cui ebbe incarichi di prestigio, tra i quali Giudice del Foro dei Mercanti e dei Tribuni della plebe.
Dal 1657 fu custode del museo Aldrovandi, si occupò di botanica, istituì un’accademia di matematica, chiamata dei “Vespertini” e fece parte di molte accademie di belle lettere, tra cui l’Accademia degli Indomiti e quella dei Gelati.

Morì a Bologna il 20 settembre 1671.

Tra le tante opere scritte da Montalbani su svariati argomenti ricordiamo il trattato di botanica “Index omniun Plantarum quae in Horto Publico Bononiae alebantur annis 1617 – 20″ e la pubblicazione della Dendrologia di Ulisse Aldrovandi che era rimasta allo stato di manoscritto dopo la morte dell’autore, della quale Montalbano curò il primo volume. Con lo pseudonimo di Giovanni Antonio Bumaldi pubblicò nel 1657 l’opera Bibliotheca Botanica seu Herbaristarum Scriptorum Promota Synodia. Quest’opera fu la fonte principale d’informazioni sulla letteratura più antica per il botanico francese Jean François Séguier, il quale ne incluse una ristampa in appendice alla sua Bibliotheca botanica del 1740 citando il vero nome dell’autore, Ovidio Montalbano. Séguier elogia il lavoro di Montalbano e svela che Jo. Ant. Bumaldus non è altro che l’anagramma del nome vero dell’autore.
L’opera è costituita di quattro parti: Graeci, Latini veteri extantes, Scriptores arabes extantes, e Recentiores. Montalbano riporta importanti informazioni biografiche e nel complesso si può dire che l’opera è pressoché completa. Le opere di Aldrovandi, di cui lui stesso era il curatore, ricevono un trattamento di grande favore.
Di certo, la Biblioteca di Bumaldus racchiude un grande sforzo bibliografico del quale i successori, Séguier e Haller, hanno tratto grandi benefici. L’opera originale del 1657 (che non abbiamo visto) si compone di 188 pagine in dodicesimo, con un appendice dedicata alle graminacee con indicazione di dove sono descritte e illustrate le diverse specie; questa è probabilmente la prima bibliografia riguardante l’agrostologia.

erbario montalbano

Riproduzione dell’unica pagina dell’erbario di Ovidio Montalbano conservata a Bologna.

 

 

Frontespizio di "Dendrologiae naturalis scilicet arborum historiae libri duo" di Ulisse Aldrovandi che venne pubblicato ad opera di Ovidio Montalbano nel 1668.

Frontespizio di “Dendrologiae naturalis scilicet arborum historiae libri duo” di Ulisse Aldrovandi che venne pubblicato ad opera di Ovidio Montalbano nel 1668.

Bumalda

Illustrazione di Bumalda, il genere dedicato a Ovidio Montalbano da Carl Peter Thunberg, naturalista svedese apostolo di Linneo.

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