Orto Botanico ed Erbario – Università di Bologna


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Seguiteci! quattordicesima parte

CRITTOMERIA

All’apice di alcuni coni femminili spunta un rametto con aghi: avrà vita breve, si seccherà con la maturazione del cono.

SOFORA

La sofora pendula è in piena fioritura, quella normale invece ormai alla fine: nelle foto la mostriamo come si presentava la settimana scorsa, assieme a un grappolo con boccioli, fiori e giovani frutti. L’altra immagine presenta un tappeto di petali caduti, con sopra due frutti già più sviluppati, dove sono evidenti le caratteristiche strozzature fra un seme e l’altro.

LIBOCEDRO

I coni femminili sono ancora chiusi, ma stanno cambiando colore. All’apice di ogni rametto c’è un piccolo ingrossamento… vedremo presto di cosa si tratta!

ALBERO DEL MIELE

Alcuni frutti si sono aperti, mostrando i piccoli semi di colore nero lucido.

ALBERO DELL’UVA PASSA

I frutti veri e propri, ancora acerbi, sono le sferette verdi. Alcune parti del peduncolo si stanno ingrossando e diventeranno carnose.


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Seguiteci: tredicesima parte

L’albero dell’uva passa e l’albero del miele sono ormai a fine fioritura; assieme agli ultimi petali possiamo osservare i giovani frutti.

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Albero dell’uva passa

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Albero del miele

La nostra sofora normale ha aperto i primi fiori – in città però le sofore sono in piena fioritura da diversi giorni, potete vederle ad esempio nello spartitraffico di viale Masini, nel tratto fra l’incrocio con via Indipendenza e Porta Mascarella.
È in deciso anticipo (oltre un mese) rispetto all’anno scorso, di circa una settimana invece rispetto al 2015.
La maggior parte dei fiori della grossa infiorescenza sono ancora chiusi, tuttavia i primi stanno già sfiorendo e mostrano (osservare gli ovali rossi) il giovane frutto – al momento sembra un normale piccolo baccello, ma vedremo più avanti come si evolverà.

3 sofora normale - infiorescenza

Sofora – infiorescenza

Visto da vicino il fiore ricorda molto quello dei piselli: la sofora appartiene infatti alla famiglia botanica delle Fabacee o Leguminose, che comprende numerose specie alimentari e foraggere (fagioli, piselli, ceci, lenticchie, soia, trifogli, erba medica…) e anche diversi alberi e arbusti (acacie, robinia, glicine, ginestre, maggiociondolo…).

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Sofora – dettaglio del fiore

La sofora pendula è un po’ più indietro: le infiorescenze si sono evidenziate da poco, nella parte medio-alta della chioma.

5 sofora pendula

Sofora pendula


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Seguiteci: dodicesima parte

CARPINO NERO

Le infruttescenze cominciano a maturare: il colore sta virando dal verde al paglierino.
Come vedete c’è ancora qualche residuo dell’anno scorso: è più scuro, ha perso molti singoli frutti, ed è inserito sul ramo vecchio, non su quello dell’anno.

Carpino nero

NOCCIOLO

Fiocco azzurro anche per il nocciolo! Ecco qua i primi amenti maschili, che fioriranno a gennaio.
Per vederli subito, cercate la pianta di fronte allo stagno (quella evidenziata nell’ovale bianco, non l’altra a sinistra).

Nocciolo: amenti

Nocciolo: posizione nell’Orto Botanico


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Seguiteci! undicesima parte

TASSO

Nel tasso vicino alla catalpa del giardino anteriore stanno maturando i primi coni femminili: il seme (tossico!!) è in parte avvolto da una coppa carnosa chiamata “arillo” – non si può parlare di frutto, ma è un po’ complicato spiegare il perché.
Nella seconda foto vedete alcuni stadi di sviluppo dell’arillo.

ONTANO NERO

Sono comparsi i primi amenti maschili, fioriranno l’anno prossimo. Metteremo il fiocco azzurro!

Ontano nero: nuovi amenti maschili

SOFORA

Nella sofora “normale” l’infiorescenza continua a svilupparsi, crescerà ancora e sarà molto ramificata.

Sofora: infiorescenza

ALBERO DELL’UVA PASSA

La fioritura è iniziata fra il 12 e il 13 giugno, e di ora in ora si aprono sempre nuovi fiori, soprattutto nei rami più alti, attirando moltissime api…

… o almeno quelle non impegnate con l’albero del miele!

Albero del miele

 


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Seguiteci! decima parte

KOELREUTERIA

La fioritura è ormai alla fine, i nuovi frutti sono ancora verdi, acerbi, in vari stadi di sviluppo. Ne vediamo molti anche a terra, assieme alle corolle cadute – ne abbiamo aperto uno per mostrare i semi che vi si stavano formando.
La caduta anticipata di frutti acerbi è un fenomeno piuttosto comune, che può essere fisiologico (cioè normale, come meccanismo di autoregolazione della pianta) o patologico (dovuto a parassiti, vento, grandine, ecc.).

TASSO

Nella parte inferiore dei rametti dell’anno sono comparsi i coni che fioriranno l’anno prossimo.
Nella prima foto mostriamo un ramo di tasso “femmina”: le due frecce bianche indicano il getto di crescita dell’anno scorso, con i coni femminili (fioriti quest’anno) in vari stadi di maturazione – al momento sembrano piccole ghiande; l’estremità più a destra è il rametto di quest’anno, dove abbiamo evidenziato tre nuovi coni, ancora molto piccoli.
L’altra foto mostra un esemplare “maschio”, anch’esso con i nuovi piccoli coni.

CATALPA

In quella del giardino anteriore finalmente si vedono infiorescenze anche nei rami bassi, in vari stadi di sviluppo.

CRITTOMERIA

Vi mostriamo altri nuovi rametti, un po’ diversi rispetto a quelli di metà aprile.
Questi si sono formati all’estremità dei rami che portavano i coni maschili: potete rivederli nelle foto di febbraio. I coni maschili stavano in quelli che ora sembrano segmenti con aghi molto corti – al centro della foto abbiamo evidenziato un cono che deve ancora cadere.
All’apice di questi segmenti si stanno man mano sviluppando nuovi rametti, con aghi di forma e dimensioni normali.

Crittomeria

CORNIOLO E SANGUINELLO

Nel nostro corniolo precoce i primi frutti (corniole) virano al giallastro poi al rosso, alcuni addirittura sono già maturi.
Le gemme sono ben riconoscibili: quelle a fiore sono tondeggianti, mentre a quelle a legno sono più allungate e appiattite.


Nel sanguinello i frutti si stanno ingrossando: dopo la sfioritura per qualche tempo rimane lo stilo (una parte del pistillo, elemento femminile del fiore: è il “filino” all’apice dei frutti nella prima foto), che poi cade del tutto.
Se confrontate queste due foto fra loro e con quelle di inizio maggio (anche se non si tratta della stessa infiorescenza e neppure della stessa pianta), potete osservare come il numero di frutti sia man mano inferiore rispetto alla quantità iniziale di fiori: non tutti i fiori vengono fecondati, e non tutti i frutti arrivano a maturazione, come già visto per la koelreuteria.

ALBERO DEL MIELE

L’8 giugno si sono aperti i primissimi fiori, e le api se ne sono già accorte! Osservate anche il polline caduto sulle foglie sottostanti.

Albero del miele

 

 

 

 


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Seguiteci! Quinta parte

Oggi vediamo come procedono alcune piante già incontrate quest’anno, e ne introduciamo altre.

Stavolta non ve le mettiamo in sequenza secondo la loro collocazione nell’Orto, bensì per argomento… tanto ormai sapete dove trovarle, no?

Cominciate con l’osservare come molte piante decidue abbiano adesso i rami più bassi, rispetto al periodo invernale o anche solo a pochi giorni fa: si abbassano con lo sviluppo delle nuove foglie, per il loro stesso peso. Questo agevola le nostre osservazioni: ad esempio adesso l’acero negundo femmina ha le samare ad altezza d’occhio!

 

Partiamo con qualcosa di complicato!

Cercate l’agrifoglio (Ilex aquifolium L.), nel giardino anteriore. È una specie dioica, come l’acero negundo, e abbiamo fianco a fianco il “maschio” (quello a nord) e la “femmina” (a sud).

Ilex aquifolium L.

Attenzione, i loro rami in parte si intrecciano, e per di più vi abbiamo lasciato crescere in mezzo, a scopo didattico, un ligustro nato da solo – è quello col fiocchetto dorato, che nella foto è evidenziato anche dall’ovale bianco: ha foglie sempreverdi opposte, cioè contrapposte a coppie a ogni nodo (il punto in cui le foglie si inseriscono sul ramo).
L’agrifoglio ha invece foglie alterne, cioè inserite singolarmente. Possono avere inoltre forma variabile, sulla stessa pianta e anche sullo stesso ramo: da ovali col margine intero a quelle più “tipiche” dentate e spinose.

Nella pianta “femmina” i frutti dell’anno scorso sono ormai caduti, ne rimangono, ancora per poco, i peduncoli, indicati dalle frecce rosse. L’ovale nero evidenzia un segnetto trasversale: è il limite fra due getti di crescita, e precisamente: a destra: il rametto del 2015, che portava i frutti del 2016, nati da boccioli formatisi nel 2015 e apertisi nel 2016; a sinistra: il rametto del 2016, con i boccioli formatisi nel 2016 che stanno per aprirsi.

Capito? Forse no – ma continuate a osservare la pianta nel corso delle stagioni e tutto diventerà più chiaro.
E ricordatevi queste considerazioni anche per altre specie, ad esempio per l’acero negundo che trovate poco più avanti – vi lasciamo il piacere di scoprire da soli la disposizione di frutti e rami.

Tornado all’agrifoglio…
Alcuni fiori femminili si stanno già aprendo, assieme a qualche gemma a legno. Quella specie di fiaschetta verde fra i quattro petali è il pistillo col grosso ovario, che si trasformerà nel tipico frutto scarlatto. Ma… un momento… quei quattro filamenti alla base del pistillo, saranno mica stami, cioè la parte maschile del fiore?! Ebbene sì, ma sono stami rudimentali, non producono polline vitale.

Anche i fiori maschili stanno sbocciando. Oltre ai quattro stami presentano un piccolo ovario, che però è rudimentale, quindi non si trasformerà in frutto.

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Piccole pigne crescono …

Cryptomeria japonica (Thunb. ex L.f.) D.Don e Libocedrus decurrens Torr.

…piccole samare pure

…e piccole nocciole anche

Aceri e Nocciolo: samare e nocciole

o almeno lo speriamo… in realtà è ancora presto per essere sicuri che la fecondazione vada a buon fine: “vada”, non “sia andata”: nel nocciolo la faccenda è un po’ complicata, ma non vogliamo annoiarvi. Osservate invece una cosa: i fiori ormai sfioriti risultano adesso all’apice del nuovo rametto: quelle che a gennaio sembravano semplici gemme fiorali contenevano in realtà anche il nuovo germoglio, che però si sviluppa molto dopo la fioritura.

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Piccoli rami crescono… (e vecchi frutti resistono)

Guardate com’è cambiata la koelreuteria rispetto al “Seguiteci!” precedente!

Koelreuteria paniculata Laxm.

La chioma è molto più folta, e sono già ben visibili le gemme (frecce bianche) all’ascella delle foglie più vecchie, nonostante il rametto debba ancora terminare il suo sviluppo. Attenzione: il nuovo rametto è quello che attraversa la foto in orizzontale da destra a sinistra, e crescerà ulteriormente verso sinistra, producendo ancora nuove foglie e infine i fiori. Quello che si stacca dal nuovo ramo non sono rametti laterali, bensì i rachidi delle foglie pennato-composte. Le gemme si formano dove il picciolo si attacca al ramo; queste gemme produrranno i rami dell’anno prossimo.

Per la catalpa del giardino anteriore (Catalpa ovata G.Don.) vi proponiamo due foto scattate a una settimana di distanza l’una dall’altra.

Catalpa ovata G.Don.

All’apice del ramo c’è ancora il grappolo dei frutti dell’anno scorso, che poi si staccherà completamente. Alla base di questo si sono aperte due gemme che stanno producendo due rami con foglie, all’apice dei quali si formerà poi una vistosa infiorescenza (a fine maggio-inizio giugno, indicativamente).

Anche l’albero dell’uva passa (Hovenia dulcis Thunb.), vicino alla serretta delle piante carnivore, ricordate?) presenta ancora i frutti dell’anno scorso assieme al nuovo rametto in via di sviluppo, con le nuove gemme alla base delle foglie più sviluppate. Anche in questo caso i fiori si formeranno all’apice dei nuovi rami (fine giugno).

Hovenia dulcis Thunb.

Stesse considerazioni per l’albero del miele (Tetradium daniellii (Benn.) T.G.Hartley, = Evodia hupehensis Dode, lo trovate in fondo all’Orto), anche se qui i residui dei vecchi frutti sono molto più scarsi, e soprattutto senza più semi.

Tetradium daniellii (Benn.) T.G.Hartley

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E per finire…

Si stanno svegliando anche le sofore (Styphnolobium japonicum (L.) Schott, = Sophora japonica L.). Vi mostriamo oggi la varietà pendula, quella con i “rami ricci” vicina al libocedro – l’altra ha rami un po’ alti. Fioriranno entrambe in piena estate, a luglio o addirittura in agosto. I nuovi rametti, al momento orizzontali, assumeranno presto il portamento ripiegato verso il basso tipico di questa varietà.

Sophora japonica L.


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Seguiteci! Terza parte

Il nostro corniolo più precoce è in piena fioritura, ma anche gli altri si stanno muovendo. I singoli fiori sono piuttosto piccoli – osservate i quattro petali gialli alternati ai quattro stami – ma sono riuniti in gruppi numerosi, per cui complessivamente risultano appariscenti.

i fiori del Corniolo

i fiori del Corniolo

La fioritura di noccioli è ormai alla fine, ma avete ancora un po’ di tempo per osservarla: i lunghi amenti maschili saranno visibili ancora per molto tempo, sia pur ormai senza polline, mentre gli stimmi rosa dei fiori femminili fra poco si seccheranno.

Adesso tocca a ontano nero e criptomeria – i dettagli nella terza parte del nostro “Seguiteci!”