Orto Botanico ed Erbario – Università di Bologna


Lascia un commento

Una conferenza speciale per la Festa della Storia

Dopo Ulisse Aldrovandi, che 450 anni fa lo fondò, il personaggio che più ha lasciato la sua impronta nella storia dell’Orto Botanico è Antonio Bertoloni (Sarzana, 12 Febbraio 1775 – Bologna, 17 Aprile 1869), probabilmente il più famoso botanico italiano dell’Ottocento. La sua opera maggiore, per la quale il suo nome è ancora oggi noto ai botanici di tutto il mondo, è la Flora Italica, un’importante opera sistematica di documentazione floristica relativa alle piante spontanee di tutto il territorio nazionale, basata su campioni raccolti da Bertoloni stesso o inviatigli da altri botanici italiani.

Bertoloni fu anche uno dei più profondi conoscitori della flora mondiale del suo tempo; grazie alla grande quantità di campioni di piante che gli venivano inviati dai più importanti botanici del mondo raccolse durante la sua vita una grande collezione, cui diede il nome di Hortus Siccus Exoticus, che raccoglie più di 11000 campioni provenienti da paesi esteri, soprattutto dal resto d’Europa ma anche da paesi lontani come il Guatemala, le Antille, la Siberia, l’India o l’Iraq. A testimonianza di questo grande sforzo conoscitivo rimane un ricco carteggio che documenta gli stretti contatti di Bertoloni con il il gotha della disciplina, scienziati di paesi e lingue diverse ma affratellati all’insegna della Repubblica delle Lettere. Lo scambio di lettere, libri, piante essiccate, semi di piante da far germinare è testimonianza di prim’ordine del modo di diffusione del sapere in senso universale, e documenta l’importanza della posta come strumento di comunicazione indispensabile per la crescita della scienza a livello internazionale.

Di questo ci parlerà Thomas Mathà con la relazione “L’Archivio dell’Orto Botanico di Bologna e la storia postale: il Carteggio Bertoloni” in occasione della XV edizione della Festa Internazionale della Storia. Vi aspettiamo sabato 27 ottobre 2018 alle 10:30 in Orto Botanico.

Annunci


Lascia un commento

Lavori in corso

Cos’è successo alla nostra vasca delle piante acquatiche?! Alcune piante stavano già ricrescendo!

Niente paura, si tratta di un intervento di manutenzione. Bisogna rinnovare lo strato impermeabilizzante sul fondo e sulle pareti, cosa che richiede un prodotto che non può essere steso quando fa molto freddo, e quest’anno se ricordate la primavera si è fatta davvero attendere.

Prima la vasca è stata svuotata dall’acqua, avendo cura di prelevare rane e pesci, poi si sono tolte le piante, infine è stata faticosamente rimossa la terra che riempie le piccole “aiuole” delimitate dai muretti di varia altezza, aiuole che servono a simulare le diverse profondità dell’acqua che troviamo in natura andando dalle sponde verso il centro degli stagni.

Alle diverse profondità crescono piante diverse: ne trovate una rappresentazione schematica su un pannello di fianco allo stagno.

Finiti i lavori tutto tornerà come prima per le piante, i pesci e le rane.


1 Commento

Seguiteci! Diciassettesima parte

KOELREUTERIA

Ha ormai perso tutte le foglie. Sulla pianta rimangono i frutti, simili a piccole lanterne triangolari, molto leggere. Sono formate da tre parti di consistenza cartacea, che si separano e vengono disperse dal vento, assieme ai semi scuri all’interno.

Ve la mostriamo nelle due tavole di Giulia Caliò, che oltre ai frutti ha correttamente illustrato i due tipi di foglie caratteristici della specie: quella a destra è semplicemente composta, quella a sinistra doppiamente composta.

Koelreuteria-sezione

Koelreuteria

 

CRITTOMERIA

Le pigne si stanno aprendo, liberando i piccoli semi


ALBERO DELL’UVA PASSA

Molti grappoli stanno cadendo. I frutti veri e propri sono le sferette all’apice delle ramificazioni ingrossate: sono frutti secchi (cioè non carnosi), e contengono semi grandi come una piccola lenticchia.

Albero dell'uva passa - frutti e semi.JPG

 


Lascia un commento

Seguiteci! sedicesima parte

AGRIFOGLIO

agrifoglio.JPG

Qualche frutto sta virando al rosso

ONTANO NERO

ontano nero.JPG

Il nostro ontano nero quest’anno è un po’ sofferente. Sono comunque finalmente comparsi gli amenti femminili, indicati dalla freccia nera, che assieme ai maschili passeranno l’autunno e parte dell’inverno, per fiorire presumibilmente a febbraio.

La freccia bianca indica invece una gemma a legno: come in altre specie di ontano (ma non tutte), queste gemme sono peduncolate, hanno cioè un piccolo “gambo” che le unisce al rametto.

 


Lascia un commento

Seguiteci! quindicesima parte

KOELREUTERIA

koelreuteria

I frutti dell’anno sono ormai completamente maturi e hanno iniziato a cadere. Alcuni frutti della scorsa annata, evidenziati nei cerchi bianchi, resistono tenacemente: si riconoscono sia per la posizione (sul tratto di ramo dell’anno scorso, non all’apice di quello di quest’anno) sia per il colore ormai sbiadito.

 

AGRIFOGLIO

I frutti, quest’anno meno numerosi del solito, cominciano a cambiare colore: per il momento stanno appena virando al giallo, per il classico rosso “natalizio” ci vuole ancora un po’. Intanto sono comparse le gemme a fiore che si apriranno la prossima primavera: le vedete sia all’ascella delle foglie sia in altri punti del rametto.

 

CATALPA

catalpa

Mentre molti frutti della scorsa annata sono ancora presenti, quelli dell’anno sono ancora acerbi: iniziano a appena a seccarsi sulle punte

 

CRITTOMERIA

crittomeria – coni maschili

Sono comparsi i coni maschili che si apriranno l’anno prossimo. Le pigne di quest’anno sono ancora quasi completamente verdi.

 

ALBERO DELL’UVA PASSA

Nell’arco di una settimana molti frutti (le sferette all’apice dei “riccioli”) sono passati dal verde al marrone. Rispetto a fine luglio (“Seguiteci!” 14) è molto evidente l’ingrossamento dei peduncoli.

 

ALBERO DEL MIELE

Sempre una settimana separa le immagini relative all’albero del miele, che purtroppo da qualche tempo non è però accessibile per il pubblico. Il colore rosa dei frutti che stanno per aprirsi scompare in breve tempo, l’infruttescenza rimane comunque piuttosto vistosa, sia per posizione (apice del ramo) e dimensioni, sia per il colore.

 

LIBOCEDRO

I piccoli ingrossamenti comparsi a fine luglio all’apice dei rametti sono ora ben riconoscibili coni maschili, che si preparano per la prossima annata. Le pigne sono mature e stanno cadendo. Hanno una forma piuttosto insolita: sono apparentemente formate da 3 sole squame, unite alla base, che contengono i semi alati.

 

SOFORA

Nella prima immagine vedete il tipico aspetto un po’ “arruffato” delle sofore cariche di frutti, ancora acerbi. Nell’altra vi mostriamo un grappolo visto da vicino: non tutti i numerosi fiori che lo componevano sono stati fecondati o hanno allegato, ma quelli che ce l’hanno fatta si sono trasformati in quegli strani frutti che somigliano a chicchi d’uva infilati l’uno sull’altro, piuttosto diversi dai tipici baccelli di molte piante della stessa famiglia botanica (Leguminose o Fabacee: fagioli e piselli, ad esempio). Questo tipo di frutto, con strozzature fra un seme e l’altro, è chiamato “lomento, e non si aprirà longitudinalmente a maturità liberando i singoli semi; si spezzerà, invece, in corrispondenza delle strozzature.

 


Lascia un commento

Seguiteci! quattordicesima parte

CRITTOMERIA

All’apice di alcuni coni femminili spunta un rametto con aghi: avrà vita breve, si seccherà con la maturazione del cono.

SOFORA

La sofora pendula è in piena fioritura, quella normale invece ormai alla fine: nelle foto la mostriamo come si presentava la settimana scorsa, assieme a un grappolo con boccioli, fiori e giovani frutti. L’altra immagine presenta un tappeto di petali caduti, con sopra due frutti già più sviluppati, dove sono evidenti le caratteristiche strozzature fra un seme e l’altro.

LIBOCEDRO

I coni femminili sono ancora chiusi, ma stanno cambiando colore. All’apice di ogni rametto c’è un piccolo ingrossamento… vedremo presto di cosa si tratta!

ALBERO DEL MIELE

Alcuni frutti si sono aperti, mostrando i piccoli semi di colore nero lucido.

ALBERO DELL’UVA PASSA

I frutti veri e propri, ancora acerbi, sono le sferette verdi. Alcune parti del peduncolo si stanno ingrossando e diventeranno carnose.


Lascia un commento

Seguiteci: tredicesima parte

L’albero dell’uva passa e l’albero del miele sono ormai a fine fioritura; assieme agli ultimi petali possiamo osservare i giovani frutti.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Albero dell’uva passa

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Albero del miele

La nostra sofora normale ha aperto i primi fiori – in città però le sofore sono in piena fioritura da diversi giorni, potete vederle ad esempio nello spartitraffico di viale Masini, nel tratto fra l’incrocio con via Indipendenza e Porta Mascarella.
È in deciso anticipo (oltre un mese) rispetto all’anno scorso, di circa una settimana invece rispetto al 2015.
La maggior parte dei fiori della grossa infiorescenza sono ancora chiusi, tuttavia i primi stanno già sfiorendo e mostrano (osservare gli ovali rossi) il giovane frutto – al momento sembra un normale piccolo baccello, ma vedremo più avanti come si evolverà.

3 sofora normale - infiorescenza

Sofora – infiorescenza

Visto da vicino il fiore ricorda molto quello dei piselli: la sofora appartiene infatti alla famiglia botanica delle Fabacee o Leguminose, che comprende numerose specie alimentari e foraggere (fagioli, piselli, ceci, lenticchie, soia, trifogli, erba medica…) e anche diversi alberi e arbusti (acacie, robinia, glicine, ginestre, maggiociondolo…).

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Sofora – dettaglio del fiore

La sofora pendula è un po’ più indietro: le infiorescenze si sono evidenziate da poco, nella parte medio-alta della chioma.

5 sofora pendula

Sofora pendula