Orto Botanico ed Erbario – Università di Bologna


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Seguiteci! sesta parte

In questa stagione le cose cambiano molto rapidamente!

Agrifoglio: i primi fiori si stanno già trasformando in frutti – per vederli rossi bisogna aspettare però l’autunno – e dalle gemme stanno uscendo i primi rametti con le nuove foglie, che spiccano contro il verde scuro di quelle più vecchie.

Tasso: i coni femminili stanno ingrossando e cambiando forma.
Si aprono inoltre le gemme: seguite la sequenza fotografica.


All’inizio il nuovo rametto sembra un pennellino cilindrico di aghi tozzi, poi si allunga, e gli aghi assumono la tipica disposizione in doppia fila.
Attenzione però, osservate i rametti già sviluppati: gli aghi in realtà sono inseriti a spirale, ma alla fine risultano in due file perché i singoli piccioli (i “gambi” delle foglie) si torcono, chi più chi meno.
Attenzione a un’altra cosa: il tasso non è l’unica aghifoglia con queste caratteristiche! Ad esempio proprio vicino ai nostri tassi del giardino anteriore potete osservare una metasequoia – e in questo caso la distinzione è facile: tanto per cominciare, è una specie decidua, di aghi vecchi non ne ha! – e una sequoia, e qui la cosa sembra più complicata, ma ne parleremo più avanti.

Per finire, osservate quegli strani bitorzoli comparsi all’apice dei nuovi rami di koelreuteria, albero dell’uva passa e albero del miele – di quest’ultimo vi mostriamo anche le nuove gemme. Si tratta delle prime infiorescenze (gruppi di fiori); sono ancora molto piccole: dovranno allungarsi, ramificarsi e sviluppare ciascuna decine di fiori.


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Seguiteci! Quinta parte

Oggi vediamo come procedono alcune piante già incontrate quest’anno, e ne introduciamo altre.

Stavolta non ve le mettiamo in sequenza secondo la loro collocazione nell’Orto, bensì per argomento… tanto ormai sapete dove trovarle, no?

Cominciate con l’osservare come molte piante decidue abbiano adesso i rami più bassi, rispetto al periodo invernale o anche solo a pochi giorni fa: si abbassano con lo sviluppo delle nuove foglie, per il loro stesso peso. Questo agevola le nostre osservazioni: ad esempio adesso l’acero negundo femmina ha le samare ad altezza d’occhio!

 

Partiamo con qualcosa di complicato!

Cercate l’agrifoglio (Ilex aquifolium L.), nel giardino anteriore. È una specie dioica, come l’acero negundo, e abbiamo fianco a fianco il “maschio” (quello a nord) e la “femmina” (a sud).

Ilex aquifolium L.

Attenzione, i loro rami in parte si intrecciano, e per di più vi abbiamo lasciato crescere in mezzo, a scopo didattico, un ligustro nato da solo – è quello col fiocchetto dorato, che nella foto è evidenziato anche dall’ovale bianco: ha foglie sempreverdi opposte, cioè contrapposte a coppie a ogni nodo (il punto in cui le foglie si inseriscono sul ramo).
L’agrifoglio ha invece foglie alterne, cioè inserite singolarmente. Possono avere inoltre forma variabile, sulla stessa pianta e anche sullo stesso ramo: da ovali col margine intero a quelle più “tipiche” dentate e spinose.

Nella pianta “femmina” i frutti dell’anno scorso sono ormai caduti, ne rimangono, ancora per poco, i peduncoli, indicati dalle frecce rosse. L’ovale nero evidenzia un segnetto trasversale: è il limite fra due getti di crescita, e precisamente: a destra: il rametto del 2015, che portava i frutti del 2016, nati da boccioli formatisi nel 2015 e apertisi nel 2016; a sinistra: il rametto del 2016, con i boccioli formatisi nel 2016 che stanno per aprirsi.

Capito? Forse no – ma continuate a osservare la pianta nel corso delle stagioni e tutto diventerà più chiaro.
E ricordatevi queste considerazioni anche per altre specie, ad esempio per l’acero negundo che trovate poco più avanti – vi lasciamo il piacere di scoprire da soli la disposizione di frutti e rami.

Tornado all’agrifoglio…
Alcuni fiori femminili si stanno già aprendo, assieme a qualche gemma a legno. Quella specie di fiaschetta verde fra i quattro petali è il pistillo col grosso ovario, che si trasformerà nel tipico frutto scarlatto. Ma… un momento… quei quattro filamenti alla base del pistillo, saranno mica stami, cioè la parte maschile del fiore?! Ebbene sì, ma sono stami rudimentali, non producono polline vitale.

Anche i fiori maschili stanno sbocciando. Oltre ai quattro stami presentano un piccolo ovario, che però è rudimentale, quindi non si trasformerà in frutto.

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Piccole pigne crescono …

Cryptomeria japonica (Thunb. ex L.f.) D.Don e Libocedrus decurrens Torr.

…piccole samare pure

…e piccole nocciole anche

Aceri e Nocciolo: samare e nocciole

o almeno lo speriamo… in realtà è ancora presto per essere sicuri che la fecondazione vada a buon fine: “vada”, non “sia andata”: nel nocciolo la faccenda è un po’ complicata, ma non vogliamo annoiarvi. Osservate invece una cosa: i fiori ormai sfioriti risultano adesso all’apice del nuovo rametto: quelle che a gennaio sembravano semplici gemme fiorali contenevano in realtà anche il nuovo germoglio, che però si sviluppa molto dopo la fioritura.

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Piccoli rami crescono… (e vecchi frutti resistono)

Guardate com’è cambiata la koelreuteria rispetto al “Seguiteci!” precedente!

Koelreuteria paniculata Laxm.

La chioma è molto più folta, e sono già ben visibili le gemme (frecce bianche) all’ascella delle foglie più vecchie, nonostante il rametto debba ancora terminare il suo sviluppo. Attenzione: il nuovo rametto è quello che attraversa la foto in orizzontale da destra a sinistra, e crescerà ulteriormente verso sinistra, producendo ancora nuove foglie e infine i fiori. Quello che si stacca dal nuovo ramo non sono rametti laterali, bensì i rachidi delle foglie pennato-composte. Le gemme si formano dove il picciolo si attacca al ramo; queste gemme produrranno i rami dell’anno prossimo.

Per la catalpa del giardino anteriore (Catalpa ovata G.Don.) vi proponiamo due foto scattate a una settimana di distanza l’una dall’altra.

Catalpa ovata G.Don.

All’apice del ramo c’è ancora il grappolo dei frutti dell’anno scorso, che poi si staccherà completamente. Alla base di questo si sono aperte due gemme che stanno producendo due rami con foglie, all’apice dei quali si formerà poi una vistosa infiorescenza (a fine maggio-inizio giugno, indicativamente).

Anche l’albero dell’uva passa (Hovenia dulcis Thunb.), vicino alla serretta delle piante carnivore, ricordate?) presenta ancora i frutti dell’anno scorso assieme al nuovo rametto in via di sviluppo, con le nuove gemme alla base delle foglie più sviluppate. Anche in questo caso i fiori si formeranno all’apice dei nuovi rami (fine giugno).

Hovenia dulcis Thunb.

Stesse considerazioni per l’albero del miele (Tetradium daniellii (Benn.) T.G.Hartley, = Evodia hupehensis Dode, lo trovate in fondo all’Orto), anche se qui i residui dei vecchi frutti sono molto più scarsi, e soprattutto senza più semi.

Tetradium daniellii (Benn.) T.G.Hartley

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E per finire…

Si stanno svegliando anche le sofore (Styphnolobium japonicum (L.) Schott, = Sophora japonica L.). Vi mostriamo oggi la varietà pendula, quella con i “rami ricci” vicina al libocedro – l’altra ha rami un po’ alti. Fioriranno entrambe in piena estate, a luglio o addirittura in agosto. I nuovi rametti, al momento orizzontali, assumeranno presto il portamento ripiegato verso il basso tipico di questa varietà.

Sophora japonica L.


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20 Marzo 2017, ore 11.29: è arrivata la primavera

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Anche quest’anno in occasione del primo giorno di primavera l’Orto Botanico mette a disposizione dei visitatori una piccola parte dei propri semi: avrete la possibilità di scegliere i vostri preferiti e portarli a casa (lasciando magari una piccola offerta per le future attività dell’Orto).

Troverete vari tipi di semi, sta a voi la scelta di quali fare crescere.
Vi aspettiamo numerosi!

Lo staff dell’Orto


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“Orto Raccolto – L’Orto Urbano dei Piccoli”

Laboratorio didattico

 

2017-02-22-11-16-38


I visitatori più attenti avranno notato in questi giorni un certo fermento oltre lo steccato accanto al Giardino dei Semplici. Stiamo infatti preparando il letto di semina per il nostro prossimo laboratorio didattico, “Orto raccolto – L’orto urbano dei piccoli”.

Il laboratorio sarà rivolto ai bambini dai 5 agli 8 anni, e si articolerà su otto incontri.

Ma perché “Orto Raccolto”?

Il piccolo spazio che verrà allestito ad orto urbano (di 45 mq circa), rappresenta un orto dentro l’orto, uno spazio racchiuso e protetto come lo era il medievale hortus conclusus.

E come quest’ultimo sarà un hortus ludi e un hortus catalogi, luogo di scienza e di svago.

Durante gli otto incontri, i piccoli futuri agricoltori impareranno le tecniche colturali e di manutenzione di un orto urbano, con un tema specifico ogni settimana.

Si inizierà parlando di cos’è un orto e perché è importante la sua presenza all’interno delle città, passando per la nozione di stagionalità e focalizzandosi sull’importanza degli impollinatori. Ogni incontro sarà prevalentemente di natura pratica, basato sul learning by doing, supportando il lavoro manuale con spiegazioni scientifiche e nozioni didattiche.

L’orto didattico rappresenta per i bambini un’occasione di socialità e di condivisione, uno strumento per sviluppare il senso civico e la preservazione dei beni comunitari. Attraverso la conoscenza delle piante e del loro habitat, sia esso naturale o antropico, si mette in pratica l’educazione ambientale in modo attivo.

Da ultimo, ma non meno importante, il laboratorio sarà un’occasione per passare del tempo all’aria aperta, per divertirsi e giocare.

Calendario degli appuntamenti:

– sabato 18 marzo

– sabato 25 marzo

– sabato 1 aprile

– sabato 8 aprile

– sabato 29 aprile

– sabato 6 maggio

– sabato 13 maggio

– sabato 20 maggio

Costo: 50 euro (che comprendono gli attrezzi da lavoro, i terricci, i semi… e tutti i frutti del vostro orto)

Iscrizione obbligatoria su: https://eventi.unibo.it/sma/orto-raccolto

Per informazioni: http://www.sma.unibo.it/agenda/orto-raccolto

ORTO BOTANICO
Via Irnerio, 42, Bologna
sma.ortoerbario@unibo.it
+39 051 2091325


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Seguiteci! Terza parte

Il nostro corniolo più precoce è in piena fioritura, ma anche gli altri si stanno muovendo. I singoli fiori sono piuttosto piccoli – osservate i quattro petali gialli alternati ai quattro stami – ma sono riuniti in gruppi numerosi, per cui complessivamente risultano appariscenti.

i fiori del Corniolo

i fiori del Corniolo

La fioritura di noccioli è ormai alla fine, ma avete ancora un po’ di tempo per osservarla: i lunghi amenti maschili saranno visibili ancora per molto tempo, sia pur ormai senza polline, mentre gli stimmi rosa dei fiori femminili fra poco si seccheranno.

Adesso tocca a ontano nero e criptomeria – i dettagli nella terza parte del nostro “Seguiteci!”


1 Commento

Seguiteci!

I più attenti avranno notato che nel menù sotto la testata del nostro blog è comparsa la nuova voce “Seguiteci!

Vi ricordate che nel Dicembre del 2016 organizzammo alcune visite guidate dedicate alla scoperta degli alberi? Vi promettemmo che vi avremmo tenuti aggiornati tutto l’anno anche su Twitter e Facebook, per capire cose succede anche nelle altre stagioni: fioriscono prima o dopo l’emissione delle foglie? i frutti, quanto durano? e le gemme, quando si aprono?

Il primo evento del “seguiteci!” riguardava il nostro Corniolo, adesso è il momento di Nocciolo e Libocedro

l'infiorescenza maschile del Noccioloil libocedro dietro le serre

 

 

 

 


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Coloriamo le zucche…e non solo!

 

Jpeg

Le zucche, ignare di quello che sta per accadere!

Sabato 29 Ottobre i partecipanti al laboratorio hanno dato sfogo alla loro creatività: con così tante zucche a disposizione è facile lasciarsi andare.
Dopo una breve passeggiata in Orto, dove abbiamo visto come sono le piante di zucca, ci siamo rifiugiati al calduccio, e in un attimo siamo stati assaliti da colla, colori e… occhi!

Ringraziamo tutti i bimbi e i genitori che hanno partecipato alla nostra attività, vi aspettiamo per i prossimi eventi all’Orto Botanico!

Per rimanere aggiornati, seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook.

E ora, un po’ di foto!

 

Jpeg

Uno dei nostri volenterosi volontari

 

Alcune delle nostre bellissime zucche

Jpeg

Aspettando i genitori, assalto alla lavagna!

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Il “campo di battaglia” alla fine dell’attività