Orto Botanico ed Erbario – Università di Bologna


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Seguiteci! undicesima parte

TASSO

Nel tasso vicino alla catalpa del giardino anteriore stanno maturando i primi coni femminili: il seme (tossico!!) è in parte avvolto da una coppa carnosa chiamata “arillo” – non si può parlare di frutto, ma è un po’ complicato spiegare il perché.
Nella seconda foto vedete alcuni stadi di sviluppo dell’arillo.

ONTANO NERO

Sono comparsi i primi amenti maschili, fioriranno l’anno prossimo. Metteremo il fiocco azzurro!

Ontano nero: nuovi amenti maschili

SOFORA

Nella sofora “normale” l’infiorescenza continua a svilupparsi, crescerà ancora e sarà molto ramificata.

Sofora: infiorescenza

ALBERO DELL’UVA PASSA

La fioritura è iniziata fra il 12 e il 13 giugno, e di ora in ora si aprono sempre nuovi fiori, soprattutto nei rami più alti, attirando moltissime api…

… o almeno quelle non impegnate con l’albero del miele!

Albero del miele

 


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Seguiteci! decima parte

KOELREUTERIA

La fioritura è ormai alla fine, i nuovi frutti sono ancora verdi, acerbi, in vari stadi di sviluppo. Ne vediamo molti anche a terra, assieme alle corolle cadute – ne abbiamo aperto uno per mostrare i semi che vi si stavano formando.
La caduta anticipata di frutti acerbi è un fenomeno piuttosto comune, che può essere fisiologico (cioè normale, come meccanismo di autoregolazione della pianta) o patologico (dovuto a parassiti, vento, grandine, ecc.).

TASSO

Nella parte inferiore dei rametti dell’anno sono comparsi i coni che fioriranno l’anno prossimo.
Nella prima foto mostriamo un ramo di tasso “femmina”: le due frecce bianche indicano il getto di crescita dell’anno scorso, con i coni femminili (fioriti quest’anno) in vari stadi di maturazione – al momento sembrano piccole ghiande; l’estremità più a destra è il rametto di quest’anno, dove abbiamo evidenziato tre nuovi coni, ancora molto piccoli.
L’altra foto mostra un esemplare “maschio”, anch’esso con i nuovi piccoli coni.

CATALPA

In quella del giardino anteriore finalmente si vedono infiorescenze anche nei rami bassi, in vari stadi di sviluppo.

CRITTOMERIA

Vi mostriamo altri nuovi rametti, un po’ diversi rispetto a quelli di metà aprile.
Questi si sono formati all’estremità dei rami che portavano i coni maschili: potete rivederli nelle foto di febbraio. I coni maschili stavano in quelli che ora sembrano segmenti con aghi molto corti – al centro della foto abbiamo evidenziato un cono che deve ancora cadere.
All’apice di questi segmenti si stanno man mano sviluppando nuovi rametti, con aghi di forma e dimensioni normali.

Crittomeria

CORNIOLO E SANGUINELLO

Nel nostro corniolo precoce i primi frutti (corniole) virano al giallastro poi al rosso, alcuni addirittura sono già maturi.
Le gemme sono ben riconoscibili: quelle a fiore sono tondeggianti, mentre a quelle a legno sono più allungate e appiattite.


Nel sanguinello i frutti si stanno ingrossando: dopo la sfioritura per qualche tempo rimane lo stilo (una parte del pistillo, elemento femminile del fiore: è il “filino” all’apice dei frutti nella prima foto), che poi cade del tutto.
Se confrontate queste due foto fra loro e con quelle di inizio maggio (anche se non si tratta della stessa infiorescenza e neppure della stessa pianta), potete osservare come il numero di frutti sia man mano inferiore rispetto alla quantità iniziale di fiori: non tutti i fiori vengono fecondati, e non tutti i frutti arrivano a maturazione, come già visto per la koelreuteria.

ALBERO DEL MIELE

L’8 giugno si sono aperti i primissimi fiori, e le api se ne sono già accorte! Osservate anche il polline caduto sulle foglie sottostanti.

Albero del miele

 

 

 

 


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Seguiteci! nona parte

Koelreuteria

Finalmente è fiorita! Le grosse infiorescenze erette (cioè non pendule) sono all’apice dei nuovi rami e quindi all’esterno della chioma, molto visibili. Fra qualche giorno i fiori caduti formeranno un vero e proprio tappeto giallo sul terreno – da questo deriva uno dei nomi comuni inglesi di questa pianta – “Goldenrain Tree”, “albero della pioggia d’oro”, a volte usato anche in italiano.
I singoli fiori sono piuttosto piccoli e hanno una fioritura scalare: nella foto di dettaglio vedete, dal basso in alto, un bocciolo ancora chiuso, un fiore quasi aperto, uno aperto e infine un giovane frutto già ben riconoscibile. I frutti marroni nella seconda foto sono invece gli ultimi dell’anno passato.

Albero dell’uva passa

Le infiorescenze sono sempre più definite, vi si distinguono i singoli boccioli.
Casualmente una vecchia pianta di vite ha allungato sull’albero dell’uva passa alcuni suoi tralci, con parecchi grappoli di “vera” uva, ancora molto acerba: potete cogliere l’occasione per osservare le differenze fra fusti, foglie e infiorescenze/infruttescenze delle due piante.

Nocciolo

Mentre le nocciole continuano il loro sviluppo, altri rami continuano ad allungarsi producendo nuove foglie.

Sofora

All’apice dei nuovi rami si cominciano a distinguere le nuove infiorescenze, ancora molto piccole.
Quello che invece NON vedete sono le gemme… e le “non-vedrete” per un bel pezzo: sono completamente avvolte dalla base del picciolo (vedete com’è allargato, alla base? sembra quasi rigonfio), diventeranno visibili solo alla caduta delle foglie.

Aceri

Nell’acero negundo e nell’acero campestre si sono formate le gemme apicali, cioè quelle al termine di alcuni rametti dell’anno, dei quali indichiamo il punto di inizio.
Nell’acero campestre tali gemme mancano nei rametti che portano le infruttescenze dell’anno, che per l’appunto sono anch’esse terminali.
Alcune delle nuove samare stanno già maturando, ma non vanno confuse con quelle vecchie: se guardate bene l’ultima foto, notate che la vecchia infruttescenza è terminale rispetto al rametto dell’anno scorso; poco sotto di essa si sono formati due brevissimi rametti nuovi, ciascuno con solo una coppia di foglie e la nuova piccola gemma terminale.

Catalpa

Anche stavolta osserviamo non la “nostra” del “Seguiteci!”, bensì quella del bosco parco.
I fiori, piuttosto grandi, sono riuniti in grosse infiorescenze erette terminali e hanno una fioritura scalare.
Da lontano sembrano di un bianco uniforme, mentre da vicino si notano chiazze e striature che hanno la funzione di guidare gli insetti impollinatori verso l’interno del fiore.
Nell’ultima foto osservate un giovanissimo frutto, simile a un piccolo baccello, dal quale sta per cadere la corolla ormai appassita.

Albero del miele

Nell’infiorescenza cominciano a distinguersi i singoli boccioli.

Albero del Miele


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Seguiteci! ottava parte

Koelreuteria

Nei rami più alti cominciano ad aprirsi i primi fiori; in quelli più bassi dobbiamo accontentarci di osservare le infiorescenze ancora piccole.

Catalpa

Anche nella “nostra” catalpa – quella del “Seguiteci!”, nel giardino anteriore (Catalpa ovata, cinese, a fiore giallo chiaro) – qualche fiore aperto ci sarebbe già, ma molto in alto; in basso troviamo infiorescenze evidenziatesi da poco, all’apice dei rametti nuovi, che sono ancora verdi.


Le foglie più vecchie sono in parte danneggiate dalla grandinata del 12 maggio (ovali rossi); quelle più giovani, ancora piccole, non lo sono… perché sono spuntate dopo la grandinata! Questo lo vedete in molte delle nostre piante, ad esempio nelle ninfee della vasca rotonda.
La freccia bianca indica il punto in cui il grappolo di frutti dell’anno scorso prima o poi si staccherà.
Da lontano questa catalpa risulta ancora molto carica di frutti vecchi, a differenza delle catalpe americane (Catalpa bignonioides, a fiore bianco, nel bosco-parco, a nord del Giardino dei semplici), che li hanno persi quasi tutti, e sono molto più avanti come fioritura; purtroppo queste di rami accessibili ne hanno pochi.


Ontano nero

Un paio di rami si sono abbassati a sufficienza da mostrare le giovani infruttescenze, simili a piccole pigne (per questo dette “pseudo-strobili”).

Ontano nero

Carpino nero

Grandi novità per il carpino!


Nella foto presa da sotto si distinguono bene i nuovi rametti, sia apicale sia laterali, ancora verdi, all’apice dei quali sono comparse quelle strane cose sottolineate dagli ovali azzurri…
Guardiamo più in dettaglio: sono i nuovi amenti maschili, che si apriranno a fine inverno! Li evidenzieremo con fiocchetti blu, promesso!
La freccia bianca indica un stipola che sta per cadere, e per finire nell’ovale nero troviamo una gemma, in cui si sta formando un rametto dell’anno prossimo.


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Seguiteci! settima parte

Sofora pendula

I nuovi rami continuano ad allungarsi e già si piegano verso il basso.

sofora

La linea bianca segue il percorso di un nuovo ramo, con l’apice e nuove foglie ancora in crescita. L’ovale giallo indica il punto in cui il nuovo ramo si inserisce su quello dell’anno scorso. In rosso abbiamo evidenziato due foglie: esatto, non si tratta di rametti con foglie, bensì di foglie composte – imparipennatocomposte, per la precisione. Come si distingue una foglia composta da un rametto con foglie? Dovreste ricordarlo, ma ve lo rispieghiamo prossimamente, promesso!

Corniolo e sanguinello (Cornus sanguinea L.)

A dire il vero il sanguinello non fa parte del “Seguiteci!” presentato a dicembre. È però un “parente stretto” del corniolo (Cornus mas) – in assenza di fiori, frutti o gemme le due specie possono essere confuse! Poiché ne abbiamo diversi esemplari vicini, vi invitiamo a osservarli. Ma non cercate l’alberello di corniolo già visto: giratevi verso il margine ovest del bosco di pioppi, aiutandovi con la foto.

corniolo e sanguinello

Le corniole stanno ingrossando, diventeranno rosse, ma ci vuole ancora tempo.

corniolo

Osservate: i piccoli fiori bianchi del sanguinello sono riuniti in infiorescenze, che si trovano all’apice del nuovo rametto (nel corniolo invece compaiono prima della fioritura, sul ramo dell’anno precedente). Il rametto è ancora verde, ma sono già presenti le gemme (foto di fine fioritura, nell’ovale bianco).

Nella foto di inizio fioritura si nota che il rametto dell’anno scorso (su cui sono inseriti quelli dell’anno, al momento ancora verdi) è rossastro: da questo, e dal colore autunnale delle foglie, deriva il nome comune della pianta.
Attenzione però: i rametti rossi li troviamo soprattutto nelle piante o parti di piante esposte al sole, altrimenti restano verdi. Addirittura uno stesso ramo può essere rosso di sopra e verde di sotto – guardate qua!

La freccia indica il punto da cui è cresciuto il nuovo rametto apicale (verso sinistra), già piuttosto allungato, arrossato per ora solo alla base; i rametti laterali sono ancora poco sviluppati.
E cosa saranno mai quelle “linguette” che assomigliano a un becco d’anatra aperto? Sono le pèrule, cioè le squamette che proteggono i tessuti all’interno delle gemme e si allargano al momento della fioritura e/o fogliazione; presto si staccheranno.
Per finire, nell’ultima foto trovate un tratto di ramo ancora più vecchio, che non ha più il colore rosso: anche i rami, come i tronchi, ogni anno si ingrossano, e la loro corteccia si inspessisce, perdendo l’aspetto giovanile.

sanguinello: ramo vecchio

Esistono alcuni tipi di Cornus ornamentali che vengono coltivati proprio per la colorazione dei giovani rami, molto decorativi in inverno: per mantenere a lungo questa caratteristica vanno potati in maniera adeguata.

Dalle foto forse avete già notato che le foglie delle due piante si assomigliano molto: disposizione opposta, stessa forma, margine intero… come distinguere le due specie, in assenza di rami rossi, fiori, frutti o gemme ben sviluppate? Ve lo diremo in estate!

 

Carpino nero

Il nuovo ramo continua ad allungarsi – le foglie basali sono già completamente sviluppate, quelle verso al punta sono man mano più giovani, e altre ancora si formeranno.

carpino nero: nuovo ramo da sopra

Nella foto presa da sotto, è evidenziata in bianco l’inserzione del nuovo rametto su quello vecchio, mentre l’ovale nero indica una stipola che sta per cadere: abbiamo già incontrato le stipole del nocciolo, a fine aprile.

carpino nero: nuovo ramo da sotto

Sempre a fine aprile avevamo visto gli amenti femminili, ora trasformati in giovani infruttescenze, cioè gruppi di frutti: ne vedete una al centro della foto. Quelli dell’anno scorso sono in gran parte caduti: ne rimane l’asse che li portava, evidenziato nell’ovale bianco.

Carpino nero

 

Libocedro

Gli ultimi coni maschili, ormai secchi, stanno per staccarsi: ne vedete due nella foto.
Intanto si sviluppa rapidamente la nuova vegetazione: sono le punte di colore verde chiaro, in contrasto con le parti più vecchie, scure.
Nei cipressi e specie simili le foglie sono squamette aderenti ai rametti, non è possibile distinguerli: si parla infatti di complesso squama-rametto.

Libocedro

 

Albero dell’uva passa

albero dell’uva passa

Siamo ancora lontani dalla fioritura, ma con lo sviluppo del nuovo ramo – anch’esso lungi dall’essere completo – si vede come le (future) infiorescenze siano distribuite lungo il ramo stesso, alla base delle foglie.

 

 

 

 


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Seguiteci! sesta parte

In questa stagione le cose cambiano molto rapidamente!

Agrifoglio: i primi fiori si stanno già trasformando in frutti – per vederli rossi bisogna aspettare però l’autunno – e dalle gemme stanno uscendo i primi rametti con le nuove foglie, che spiccano contro il verde scuro di quelle più vecchie.

Tasso: i coni femminili stanno ingrossando e cambiando forma.
Si aprono inoltre le gemme: seguite la sequenza fotografica.


All’inizio il nuovo rametto sembra un pennellino cilindrico di aghi tozzi, poi si allunga, e gli aghi assumono la tipica disposizione in doppia fila.
Attenzione però, osservate i rametti già sviluppati: gli aghi in realtà sono inseriti a spirale, ma alla fine risultano in due file perché i singoli piccioli (i “gambi” delle foglie) si torcono, chi più chi meno.
Attenzione a un’altra cosa: il tasso non è l’unica aghifoglia con queste caratteristiche! Ad esempio proprio vicino ai nostri tassi del giardino anteriore potete osservare una metasequoia – e in questo caso la distinzione è facile: tanto per cominciare, è una specie decidua, di aghi vecchi non ne ha! – e una sequoia, e qui la cosa sembra più complicata, ma ne parleremo più avanti.

Per finire, osservate quegli strani bitorzoli comparsi all’apice dei nuovi rami di koelreuteria, albero dell’uva passa e albero del miele – di quest’ultimo vi mostriamo anche le nuove gemme. Si tratta delle prime infiorescenze (gruppi di fiori); sono ancora molto piccole: dovranno allungarsi, ramificarsi e sviluppare ciascuna decine di fiori.


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Seguiteci! Quinta parte

Oggi vediamo come procedono alcune piante già incontrate quest’anno, e ne introduciamo altre.

Stavolta non ve le mettiamo in sequenza secondo la loro collocazione nell’Orto, bensì per argomento… tanto ormai sapete dove trovarle, no?

Cominciate con l’osservare come molte piante decidue abbiano adesso i rami più bassi, rispetto al periodo invernale o anche solo a pochi giorni fa: si abbassano con lo sviluppo delle nuove foglie, per il loro stesso peso. Questo agevola le nostre osservazioni: ad esempio adesso l’acero negundo femmina ha le samare ad altezza d’occhio!

 

Partiamo con qualcosa di complicato!

Cercate l’agrifoglio (Ilex aquifolium L.), nel giardino anteriore. È una specie dioica, come l’acero negundo, e abbiamo fianco a fianco il “maschio” (quello a nord) e la “femmina” (a sud).

Ilex aquifolium L.

Attenzione, i loro rami in parte si intrecciano, e per di più vi abbiamo lasciato crescere in mezzo, a scopo didattico, un ligustro nato da solo – è quello col fiocchetto dorato, che nella foto è evidenziato anche dall’ovale bianco: ha foglie sempreverdi opposte, cioè contrapposte a coppie a ogni nodo (il punto in cui le foglie si inseriscono sul ramo).
L’agrifoglio ha invece foglie alterne, cioè inserite singolarmente. Possono avere inoltre forma variabile, sulla stessa pianta e anche sullo stesso ramo: da ovali col margine intero a quelle più “tipiche” dentate e spinose.

Nella pianta “femmina” i frutti dell’anno scorso sono ormai caduti, ne rimangono, ancora per poco, i peduncoli, indicati dalle frecce rosse. L’ovale nero evidenzia un segnetto trasversale: è il limite fra due getti di crescita, e precisamente: a destra: il rametto del 2015, che portava i frutti del 2016, nati da boccioli formatisi nel 2015 e apertisi nel 2016; a sinistra: il rametto del 2016, con i boccioli formatisi nel 2016 che stanno per aprirsi.

Capito? Forse no – ma continuate a osservare la pianta nel corso delle stagioni e tutto diventerà più chiaro.
E ricordatevi queste considerazioni anche per altre specie, ad esempio per l’acero negundo che trovate poco più avanti – vi lasciamo il piacere di scoprire da soli la disposizione di frutti e rami.

Tornado all’agrifoglio…
Alcuni fiori femminili si stanno già aprendo, assieme a qualche gemma a legno. Quella specie di fiaschetta verde fra i quattro petali è il pistillo col grosso ovario, che si trasformerà nel tipico frutto scarlatto. Ma… un momento… quei quattro filamenti alla base del pistillo, saranno mica stami, cioè la parte maschile del fiore?! Ebbene sì, ma sono stami rudimentali, non producono polline vitale.

Anche i fiori maschili stanno sbocciando. Oltre ai quattro stami presentano un piccolo ovario, che però è rudimentale, quindi non si trasformerà in frutto.

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Piccole pigne crescono …

Cryptomeria japonica (Thunb. ex L.f.) D.Don e Libocedrus decurrens Torr.

…piccole samare pure

…e piccole nocciole anche

Aceri e Nocciolo: samare e nocciole

o almeno lo speriamo… in realtà è ancora presto per essere sicuri che la fecondazione vada a buon fine: “vada”, non “sia andata”: nel nocciolo la faccenda è un po’ complicata, ma non vogliamo annoiarvi. Osservate invece una cosa: i fiori ormai sfioriti risultano adesso all’apice del nuovo rametto: quelle che a gennaio sembravano semplici gemme fiorali contenevano in realtà anche il nuovo germoglio, che però si sviluppa molto dopo la fioritura.

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Piccoli rami crescono… (e vecchi frutti resistono)

Guardate com’è cambiata la koelreuteria rispetto al “Seguiteci!” precedente!

Koelreuteria paniculata Laxm.

La chioma è molto più folta, e sono già ben visibili le gemme (frecce bianche) all’ascella delle foglie più vecchie, nonostante il rametto debba ancora terminare il suo sviluppo. Attenzione: il nuovo rametto è quello che attraversa la foto in orizzontale da destra a sinistra, e crescerà ulteriormente verso sinistra, producendo ancora nuove foglie e infine i fiori. Quello che si stacca dal nuovo ramo non sono rametti laterali, bensì i rachidi delle foglie pennato-composte. Le gemme si formano dove il picciolo si attacca al ramo; queste gemme produrranno i rami dell’anno prossimo.

Per la catalpa del giardino anteriore (Catalpa ovata G.Don.) vi proponiamo due foto scattate a una settimana di distanza l’una dall’altra.

Catalpa ovata G.Don.

All’apice del ramo c’è ancora il grappolo dei frutti dell’anno scorso, che poi si staccherà completamente. Alla base di questo si sono aperte due gemme che stanno producendo due rami con foglie, all’apice dei quali si formerà poi una vistosa infiorescenza (a fine maggio-inizio giugno, indicativamente).

Anche l’albero dell’uva passa (Hovenia dulcis Thunb.), vicino alla serretta delle piante carnivore, ricordate?) presenta ancora i frutti dell’anno scorso assieme al nuovo rametto in via di sviluppo, con le nuove gemme alla base delle foglie più sviluppate. Anche in questo caso i fiori si formeranno all’apice dei nuovi rami (fine giugno).

Hovenia dulcis Thunb.

Stesse considerazioni per l’albero del miele (Tetradium daniellii (Benn.) T.G.Hartley, = Evodia hupehensis Dode, lo trovate in fondo all’Orto), anche se qui i residui dei vecchi frutti sono molto più scarsi, e soprattutto senza più semi.

Tetradium daniellii (Benn.) T.G.Hartley

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E per finire…

Si stanno svegliando anche le sofore (Styphnolobium japonicum (L.) Schott, = Sophora japonica L.). Vi mostriamo oggi la varietà pendula, quella con i “rami ricci” vicina al libocedro – l’altra ha rami un po’ alti. Fioriranno entrambe in piena estate, a luglio o addirittura in agosto. I nuovi rametti, al momento orizzontali, assumeranno presto il portamento ripiegato verso il basso tipico di questa varietà.

Sophora japonica L.