Autunno in Orto Botanico

Si ricomincia!


con l’Autunno ricominciano le visite guidate all’Orto Botanico.

Il prossimo appuntamento è per sabato 10 novembre alle 10:30.

La visita, che dura circa 90 minuti, ha un costo di 5 euro a partecipante (gratuito per bambini da 0 a 6 anni) e non è necessaria la prenotazione, basta trovarsi all’ingresso dell’Orto, in via Irnerio 42, 10 minuti prima dell’inizio.

Vi aspettiamo.

 

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Una conferenza speciale per la Festa della Storia

Dopo Ulisse Aldrovandi, che 450 anni fa lo fondò, il personaggio che più ha lasciato la sua impronta nella storia dell’Orto Botanico è Antonio Bertoloni (Sarzana, 12 Febbraio 1775 – Bologna, 17 Aprile 1869), probabilmente il più famoso botanico italiano dell’Ottocento. La sua opera maggiore, per la quale il suo nome è ancora oggi noto ai botanici di tutto il mondo, è la Flora Italica, un’importante opera sistematica di documentazione floristica relativa alle piante spontanee di tutto il territorio nazionale, basata su campioni raccolti da Bertoloni stesso o inviatigli da altri botanici italiani.

Bertoloni fu anche uno dei più profondi conoscitori della flora mondiale del suo tempo; grazie alla grande quantità di campioni di piante che gli venivano inviati dai più importanti botanici del mondo raccolse durante la sua vita una grande collezione, cui diede il nome di Hortus Siccus Exoticus, che raccoglie più di 11000 campioni provenienti da paesi esteri, soprattutto dal resto d’Europa ma anche da paesi lontani come il Guatemala, le Antille, la Siberia, l’India o l’Iraq. A testimonianza di questo grande sforzo conoscitivo rimane un ricco carteggio che documenta gli stretti contatti di Bertoloni con il il gotha della disciplina, scienziati di paesi e lingue diverse ma affratellati all’insegna della Repubblica delle Lettere. Lo scambio di lettere, libri, piante essiccate, semi di piante da far germinare è testimonianza di prim’ordine del modo di diffusione del sapere in senso universale, e documenta l’importanza della posta come strumento di comunicazione indispensabile per la crescita della scienza a livello internazionale.

Di questo ci parlerà Thomas Mathà con la relazione “L’Archivio dell’Orto Botanico di Bologna e la storia postale: il Carteggio Bertoloni” in occasione della XV edizione della Festa Internazionale della Storia. Vi aspettiamo sabato 27 ottobre 2018 alle 10:30 in Orto Botanico.

Seguiteci! quindicesima parte

KOELREUTERIA

koelreuteria

I frutti dell’anno sono ormai completamente maturi e hanno iniziato a cadere. Alcuni frutti della scorsa annata, evidenziati nei cerchi bianchi, resistono tenacemente: si riconoscono sia per la posizione (sul tratto di ramo dell’anno scorso, non all’apice di quello di quest’anno) sia per il colore ormai sbiadito.

 

AGRIFOGLIO

I frutti, quest’anno meno numerosi del solito, cominciano a cambiare colore: per il momento stanno appena virando al giallo, per il classico rosso “natalizio” ci vuole ancora un po’. Intanto sono comparse le gemme a fiore che si apriranno la prossima primavera: le vedete sia all’ascella delle foglie sia in altri punti del rametto.

 

CATALPA

catalpa

Mentre molti frutti della scorsa annata sono ancora presenti, quelli dell’anno sono ancora acerbi: iniziano a appena a seccarsi sulle punte

 

CRITTOMERIA

crittomeria – coni maschili

Sono comparsi i coni maschili che si apriranno l’anno prossimo. Le pigne di quest’anno sono ancora quasi completamente verdi.

 

ALBERO DELL’UVA PASSA

Nell’arco di una settimana molti frutti (le sferette all’apice dei “riccioli”) sono passati dal verde al marrone. Rispetto a fine luglio (“Seguiteci!” 14) è molto evidente l’ingrossamento dei peduncoli.

 

ALBERO DEL MIELE

Sempre una settimana separa le immagini relative all’albero del miele, che purtroppo da qualche tempo non è però accessibile per il pubblico. Il colore rosa dei frutti che stanno per aprirsi scompare in breve tempo, l’infruttescenza rimane comunque piuttosto vistosa, sia per posizione (apice del ramo) e dimensioni, sia per il colore.

 

LIBOCEDRO

I piccoli ingrossamenti comparsi a fine luglio all’apice dei rametti sono ora ben riconoscibili coni maschili, che si preparano per la prossima annata. Le pigne sono mature e stanno cadendo. Hanno una forma piuttosto insolita: sono apparentemente formate da 3 sole squame, unite alla base, che contengono i semi alati.

 

SOFORA

Nella prima immagine vedete il tipico aspetto un po’ “arruffato” delle sofore cariche di frutti, ancora acerbi. Nell’altra vi mostriamo un grappolo visto da vicino: non tutti i numerosi fiori che lo componevano sono stati fecondati o hanno allegato, ma quelli che ce l’hanno fatta si sono trasformati in quegli strani frutti che somigliano a chicchi d’uva infilati l’uno sull’altro, piuttosto diversi dai tipici baccelli di molte piante della stessa famiglia botanica (Leguminose o Fabacee: fagioli e piselli, ad esempio). Questo tipo di frutto, con strozzature fra un seme e l’altro, è chiamato “lomento, e non si aprirà longitudinalmente a maturità liberando i singoli semi; si spezzerà, invece, in corrispondenza delle strozzature.